Mi rendo conto che la mia “lettera aperta al sindaco Berio” relativa al progetto Interreg TRA-ME possa aver lasciato perplessi. Trattava di una questione che appariva troppo personale da parte mia se non si fosse indagato a fondo sul “dove sono finiti quei soldi” e quindi “sospetta”.
Ma in essa parlavo di “scelte discutibili” in alcune nomine e questa è la ragione vera della mia ribellione e delle dimissioni, date credetemi, con la morte nel cuore. Oggi il segretario del comune di Omegna mi comunica che non intende pagarmi neppure il lavoro svolto tra il 31 agosto ed il 28 ottobre momento delle dimissioni. Pare che io non abbia fatto nulla pe due mesi, rmentre il 30 ottobre ho in effetti consegnato tutto il materiale completato al comune via PEC. Pare che averli criticati sia un delitto di lesa maestà, punibile secondo la legge del segretario nel silenzio assordante del sindaco. Va bene. Vediamo dunque se le scelte fatte dal medesimo sono state, o meno discutibili. A puntate.
Puntata 1, Scelta n.ro 1, Project Manager. Si tratta di un incarico delicatissimo, da attribuire ad una persona chiamata a gestire, nel caso di TRA-ME, 1,4 milioni di fondi pubblici. L’attività di “Project Manager”, soprattutto in queste “dimensioni”, richiede esperienza, conoscenze del compito e del progetto, conoscenza del contesto in cui si opera, in particolare territorio, cultura locale, turismo, in particolare di prossimità e scolastico. Nel caso specifico, alla Project Manager si è voluto attribuire anche il ruolo di “Educational Manager” dedicato allo sviluppo di collaborazioni e sinergie con scuole ed associazioni di persone diversamente abili. La “Project Manager” scelta (vedi CV allegato per i media, che è pubblico, dal momento che si tratta di persona chiamata a gestire una attività pubblica, cosa che pretende, in quanto tale, trasparenza assoluta). – non dispone di alcuna esperienza nel campo del Project management – non dispone di alcuna esperienza nei campi specifici turistico e culturale – non dispone di alcuna conoscenza del territorio né degli stakeholders che vi operano – non ha mai lavorato con scuole e persone diversamente abili –
In effetti, ella dispone solo di esperienze di vendita, nei campi specifici della vendita di telefoni cellulari, rubinetteria e simili. Null’altro. Scusate se la ritengo scarsamente adeguata, come dicevo già nella lettera del 2 agosto, inviata alla Stampa.
Inoltre: La sua nomina non prevede un tempo di lavoro quantificato in ore. Ma solitamente nel campo del Project Management tale impegno richiede dal 50 al 100% del tempo di lavoro a seconda delle dimensioni del progetto e quindi delle ore che esso richiede. In effetti, una persona con più esperienza, interpellata prima di lei per tale posizione, ha rinunciato avendo valutato come eccessivo l’impegno che il lavoro richiedeva. Ora per fortuna abbiamo a che fare con una persona indubbiamente più abile della precedente, dato che ammette “candidamente” di lavorare ancora al 100% per la ditta tedesca presso cui risulta tuttora impiegata come da CV e di svolgere il lavoro di Project Management “nel tempo libero, perché ne ha molto…” Perbacco, i tedeschi sono davvero generosi. A me non risulta affatto che la ditta tedesca in questione abbia rilasciato adeguata autorizzazione a tale impegno. Né che l’auto aziendale con targa tedesca che utilizza possa essere usata per un “secondo lavoro. Almeno, non fino al momento in cui me ne sono andata sbattendo la porta. Trovo assai curioso che un ente pubblico abbia accettato, seppur informalmente, tali compromessi. Ma sicuramente tutto è a posto e mi sbaglio. Del resto (vedi di seguito) come afferma il segretario “non ho i titoli per giudicare”.
Come scrive infatti il segretario nella “Lettera di risoluzione del mio contratto“Nessuna replica meritano, poi, le critiche riguardanti il presunto, mancato, riconoscimento del Suo lavoro o le doglianze circa la competenza del Project manager oppure le scelte effettuate dall’ente …….. Senza entrare nel merito delle Sue affermazioni, è sufficiente osservare che il Content Manager (cioè io, nel senso – e di questo dovrebbero vergognarsi – che è l’unico incarico che mi hanno assegnato, ndr) è figura chiamata ad occuparsi, esclusivamente, della creazione e della gestione di contenuti e non ha alcun titolo per esprimere giudizi e valutazioni in ambiti che esulano dal proprio incarico o, addirittura, sul lavoro altrui (in altre parole devo stare “zitta e buona” ndr)
Io non ho titolo? Il mio CV è a disposizione al Link in basso ed alla voce “contatti” del sito.
Inoltre cito dalla stessa lettera: la prospettazione di conseguenze negative per l’ente …. sembrano assumere, in astratto, i tratti di una vera e propria minaccia (art. 612 cod. pen).
Da quando la verità è una minaccia? Io ho fatto solo una previsione : ho detto che se vanno avanti così falliranno. Non è una minaccia è una previsione.