Contesto geografico e culturale
L’altro lato della ramina è quello italiano. E se la Svizzera è un paese curioso, l’Italia non è da meno. Per gli Svizzeri essa rappresenta tutto ciò che di più amano: caldo, ottimo cibo, prezzi bassi.
E ciò che più odiano, il caos nelle sue più svariate forme. La Svizzera è un paese che sa apprezzarsi, ama le proprie istituzioni. Ritiene “migliore” in ogni caso il proprio comportamento, e stimandosi progredisce.
In altre parole, solitamente vede positivo tutto quanto la concerne. In pratica in Svizzera tutto va bene e funziona egregiamente. Se qualcuno ruba, sicuramente non è svizzero.
L’Italia, al contrario, ha una particolare abilità nell’interpretare come negativo tutto quanto la concerne. Tutti gli altri sono migliori, in Italia nulla va bene, nulla funziona, tutti rubano.
I due atteggiamenti contrapposti mi ricordano due coppie di genitori. Gli uni stimolano il figlio, dicendogli che ciò che fa è fatto bene e che può ancora progredire. Gli altri scoraggiano il proprio ragazzo, sostenendo che non sa far nulla e che tutti i suoi compagni sono meglio di lui. Chi dei due ha più possibilità di successo nella vita?
Qualcuno dovrebbe cominciare ad informare gli italiani che il loro paese è fra i più belli del mondo ed anche fra i più fortunati, dal punto di vista ambientale e climatico. Qualcuno dovrebbe pretendere che vi si insegnino le lingue, ma seriamente, affinché non ci si senta “inferiori” ogni volta che si va all’estero.
Serve uno spirito di gruppo, qualcosa che spinga gli italiani verso una meta comune, verso il successo comune. Ma il paese non ha che 150 anni, è nato dalle ceneri di staterelli molto diversi fra loro, che per almeno 100 anni non hanno fatto altro che sminuirsi a vicenda.
Qualcuno sostiene che l’esempio della Svizzera sarebbe perfetto applicato all’Italia. Una federazione di Regioni autonome. Teoricamente è vero. Probabilmente sarebbe vero per ogni Stato, perché tutti sono costituiti da Regioni diverse fra loro, come si vede dagli esempi che danno Spagna, Gran Bretagna ed altri. Teoricamente sarebbe vero. Ma la base su cui ciò si fonderebbe è diversa. Abbiamo oggi uno Stato italiano con le sue leggi che valgono per ogni Regione e con una “religione di Stato”, festività di Stato, scuola di Stato. Si tratterebbe di attribuire ad ogni Regione una parte di competenze che oggi appartengono allo Stato ramina.
In Svizzera invece si è partiti da un gruppo di Cantoni ognuno dei quali disponeva di proprie leggi, della religione di propria scelta, di norme scolastiche proprie e di festività decise dal Cantone stesso. Ciò che successivamente si è “messo in comune” è una parte di tutto ciò mentre un’altra parte rimane prerogativa cantonale fin dalle origini.
Non sarà mai possibile per l’Italia privarsi, come Stato, di importanti prerogative e cederle alle Regioni. Già ora singole “leggi regionali” fanno discutere. Impossibile “mettere d’accordo” sulla competenza e sulle decisioni governatori di partiti abituati a farsi la guerra e che mai accetteranno di accordarsi per il bene degli italiani. Ad oggi, siano di destra o di sinistra o magari di centro, l’interpretazione del volere del partito è visto come “il bene degli italiani”. finché si lavora in modo soggettivo non può esserci oggettività, quindi non può esserci federalismo.