Da Cureggio con la via San Martino, sulla destra, si raggiunge la frazione San Martino di Fontaneto, la cui caratteristica è rappresentata dalle “Fonti di San Martino”, dalle quali l’acqua zampilla formando un laghetto. Questa acqua zampillante è pura e pulita e ancora viene apprezzata come acqua da tavola, ma il laghetto ha la disgrazia di trovarsi esattamente sotto l’Autostrada A 26, Genova – Milano, il che autorizza qualche dubbio sulla sua reale potabilità. A pochi passi dalle Fonti di San Martino troviamo la chiesetta dedicata allo stesso santo, cui esse erano state dedicate molti secoli or sono. Si tratta di fonti sacre fin dall’antichità, che sgorgavano un tempo dalla sorgente posta “sotto i piedi della Madonna” presso il piccolo santuario, cui la chiesa cattolica le ha “riconsacrate”. Ad esse venivano attribuite virtù taumaturgiche, ragion per cui la chiesetta è considerata anche Santuario. Qui si veniva in pellegrinaggio o per una merenda nei prati fino al XVIII secolo. Già nel Medioevo però, per ragioni economiche – serviva ad irrigare nuovi prati – l’acqua venne incanalata per riaffiorare dove è oggi, quindi non più nel sito originale. Il nome del comune di Fontaneto deriva proprio dalla sua ricchezza di fonti, rappresentate anche nello stemma comunale. Oltre alle Fonti di San Martino, le più note e oggetto di culto, esistono altri cinque fontanili, il cavo Ferri (area industriale) il cavo Borromeo (presso il ponte sull’Agogna), il cavo Oriale (nel centro del paese) e il fontanile delle Botti (sul confine meridionale). Proseguendo troviamo ancora il cavo Cacciana, nella frazione omonima.